Ormai la precarietà è diventata una “sindrome” che rischia di trovare un posto a tempo indeterminato tra i disturbi presenti nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali.
Gastrite, colite, dermatite, insonnia, tachicardia, attacchi di panico, di ansia e depressione, possono esserne i sintomi fisici e psichici.
Si era già evidenziato in altri momenti di crisi economica un aumento del 30-40% dei disturbi depressivi e di ansia, ma oggi sembrano delinearsi nuove conseguenze più difficili da affrontare, stati generalizzati di sensazioni di inadeguatezza che rischiano di compromettere ancora di più un futuro già difficile da immaginare.
In una catena sempre più difficile da spezzare si ritrovano la diminuzione delle nascite, il calo dei matrimoni fino ad arrivare ad una difficoltà nel costruire relazioni stabili. Si potrebbe andare anche oltre, ma dopo le statistiche e i sondaggi di ogni genere occorre anche correre ai ripari altrimenti rischia di rimanere un circolo vizioso difficile da spezzare.